Ministero della Giustizia e Centro Jambo insieme per il reinserimento dei minori detenuti

Un progetto virtuoso che può rappresentare un modello da seguire per le altre regioni italiane

Firmato al Centro Jambo (Trentola Ducenta), il più grande bene confiscato alla camorra in Campania, un accordo innovativo per il reinserimento lavorativo e il percorso formativo dei giovani detenuti.

Il protocollo – siglato da Nicola Palmiero, dirigente del Centro per la Giustizia Minorile per la Campania, e da Luigi Moscato, amministratore unico della Cis Meridionale – prevede la collaborazione tra il Ministero della Giustizia, attraverso il Centro per la Giustizia Minorile per la Campania, e la società Cis Meridionale, che gestisce il Centro Jambo.

L’attenzione si concentra sull’inserimento nel mondo del lavoro di minori e giovani che si trovano in situazione di difficoltà, con l’obiettivo di contrastare le forme di disagio, promuovere l’inclusione sociale e valorizzare la cultura della legalità.

“Una importante opportunità per sostenere i giovani detenuti – spiega Luigi Moscato, amministratore unico della Cis Meridionale – ai quali verranno forniti gli strumenti necessari per accedere al mercato del lavoro. Una svolta decisiva per prevenire comportamenti devianti e, soprattutto, per ridurre i tassi di recidiva. Una collaborazione istituzionale, dunque, che nasce come intervento sistematico che si propone di integrare i giovani nel contesto sociale e commerciale del territorio, rendendoli protagonisti attivi della loro vita”.

Un progetto virtuoso che può rappresentare un modello da seguire per le altre regioni italiane, dimostrando come sinergie tra istituzioni e imprese possano avere un impatto positivo sul tessuto sociale.

L’aspetto innovativo di questa iniziativa risiede nella convincente integrazione tra giustizia, economia e responsabilità sociale, puntando a costruire un percorso di crescita e opportunità per i minori in difficoltà.

“Investire nel reinserimento lavorativo e sociale dei giovani in difficoltà, non è solo un atto di giustizia sociale, ma anche una necessità economica e morale per garantire un futuro migliore, riducendo i rischi di marginalizzazione e chiusura nel circuito della devianza. La speranza – conclude l’amministratore Moscato – è che simili iniziative possano trovare terreno fertile in molte altre aree, contribuendo a costruire una società più inclusiva e giusta”.

Alla cerimonia hanno partecipato autorità e figure di spicco nel settore della giustizia minorile, impegnate ad affrontare le problematiche legate al reinserimento: il generale Fernando Verdolotti, direttore generale Aziende e beni aziendali sequestrati e confiscati; la dott.ssa Cristiana Rotunno, vice capo del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità.

Presenti, tra gli altri, anche il dott. Piero Avallone, presidente del Tribunale per i Minorenni di Salerno, e la dott.ssa Patrizia Imperato, procuratrice presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli.

 

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